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Due parole per
capire l'affido.
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Una
definizione, tra le più semplici.
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L'affido
è un intervento traumatico e può:
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- Potenzialmente
apportare novità, crescita e arricchimento, ma essere
anche stressante
e doloroso;
- Essere in molti
casi il male minore, che tuttavia va, dove possibile,
prevenuto per la salvaguardia del diritto del minore
ad avere in primis la sua famiglia.
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L'affido
è uno strumento sofisticato e ha:
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- Un progetto e
una gestione complessi con precise indicazioni
e controindicazioni;
- Necessità di una
pluralità di figure preparate e integrate per dare
risultati stabili.
- Significato di alternativa
alla famiglia naturale e che deve prevedere il suo recupero.
- Il
limite, per le assistenti sociali, di un uso assitenzialistico che lascia
inalterate le difficoltà di
fondo.
- Il
limite, per gli psicologi, di una prassi caratterizzata dalla routine,
con continue tentazioni di fuga dal lavoro "sul territorio", verso
la psicoterapia privata, vista come unico contesto in cui sia possibile la creatività
e la sperimentazione (Cirillo 1986).
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