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Vengono qui di seguito riportate le domande che più frequentemente hanno
sollecitato nei gruppi di sostegno amicale organizzati dall'associazione.
Sorgono problemi a causa della diverse età tra figli propri e figli affidati?
La situazione della famiglia d’origine dei minori affidati comporta sostanziali
differenze nel tipo di affido?
Come gestire gli affidi "sine die": sono adozioni mascherate?
Come gestire gli affidi a breve termine che prevedono un forte sostegno
verso la famiglia di origine?
L’ingresso in famiglia di una nuova persona comporta la modificazione dei
rapporti interfamiliari?
Come rapportarsi, dal punto di vista educativo, con il minore: essere genitori
o educatori?
Quali problemi si verificano nell'affidamento di un adolescente?
Quali problemi deve affrontare il minore affidato tra la realtà della
famiglia d’origine e quella della famiglia affidataria?
Il bambino porta con sé il suo vissuto costituito da educazione, affetti,
problemi:
- a) cosa cambia se il bambino proviene da una famiglia o da un istituto?
- b) quanto la nuova famiglia può o deve influire sulla sua storia?
- c) non si
può cambiare il vissuto, ma si può aiutare il bambino ad affrontare la sofferenza?
-
d) come accettare le sue provocazioni e la sua sofferenza, in quanto atti di
sfida verso una ricerca di certezza ed accettazione?
- e) è importante accogliere
anche la famiglia d’origine per far vivere al bambino in maniera serena l’ingresso
nella famiglia affidataria?
Gli atteggiamenti espressi dai figli già presenti in famiglia hanno comportato
preoccupazioni?
In che considerazione tenere le
perplessità o il disaccordo dei nonni sulla scelta dell’affido?
Dopo l'affido cambia la vita di relazione della coppia verso conoscenti
ed amici?
Le regole della famiglia affidataria sono un limite non valicabile?
Come operare per un inserimento non traumatico o etichettante nella scuola?
Come valutare le "non risposte" da parte della famiglia di origine?
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